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EuAReman 2026: primo workshop Europa-Africa sul Remanufacturing
5 Ottobre 2026
Venerdì 9 ottobre, a Palermo, una giornata aperta gratuitamente alle aziende per costruire nuove collaborazioni tra Europa e Africa.
ARTES 4.0 invita le imprese alla giornata conclusiva di EuAReman - 1st International Europe-Africa Workshop on Remanufacturing, dedicata al confronto tra ricerca e industria sulle opportunità della rigenerazione industriale.
L’appuntamento è a Palazzo Chiaramonte-Steri, Piazza Marina 60, Palermo, con lavori in programma dalle 8:30 alle 17:00.
Le aziende potranno incontrare imprese, ricercatori e organizzazioni dei due continenti, approfondire strumenti di supporto all’innovazione e confrontarsi su competenze, finanziamenti e modelli di business.
Per ARTES 4.0, questo dialogo ha un valore strategico. La Sicilia è una frontiera tecnologica tra Europa e Africa, un punto di accesso a conoscenze, infrastrutture e collaborazioni capaci di sostenere nuovi percorsi di sviluppo. Avvicinare le aziende africane alle tecnologie e costruire progetti insieme alle imprese europee significa dare prospettive concrete alla cooperazione industriale.
Il programma di venerdì 9 ottobre
8:30–10:00: apertura e introduzione ai lavori.
10:00–13:00: sviluppo delle competenze, formazione e finanziamenti.
14:00–15:30: modelli di business e trasferimento verso il mercato.
15:30–17:00: comunicazione e adozione sociale del remanufacturing.
Nella sessione della mattina interverrà, alle 11:50, il Prof. Adriano Fagiolini, Responsabile del Macronodo UniPA@ARTES 4.0.
ARTES 4.0 sostiene l’iniziativa attraverso il patrocinio e la collaborazione all’organizzazione, insieme al CNR, all’Università di Palermo e alla Società Italiana di Remanufacturing. Il Centro parteciperà anche ai saluti di apertura del Congresso, mercoledì 7 ottobre, con Enza Spadoni, Responsabile ARTES a Palermo e il Presidente Antonio Frisoli.
L’accesso gratuito è riservato alla sola giornata di venerdì 9 ottobre. Per partecipare, invia la richiesta attraverso il modulo dedicato:
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News ed eventi
Il trasferimento tecnologico che funziona: al MIMIT i dati sull’attività dei Competence Center italiani
29 Settembre 2026
Il 28 settembre 2026 nella Sala degli Arazzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, sono stati presentati i risultati dell’azione di trasferimento tecnologico e formazione realizzata con le imprese italiane, nell’ambito della misura PNRR M4C2 Inv. 2.3. L’appuntamento, dal titolo «Competence Center Impatti e Best Practice nel Tech Transfer: dal PNRR alle nuove progettualità», ha messo a confronto istituzioni, centri di competenza e imprese sul tema del trasferimento tecnologico in Italia e sulla sua evoluzione oltre l’orizzonte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Sono stati resi pubblici i dati raccolti presso le aziende che hanno beneficiato dei servizi dei Centri: una rilevazione condotta dall’Università di Padova con il Consiglio Nazionale delle Ricerche tra settembre 2025 e giugno 2026, attraverso circa 1.200 questionari e interviste dirette alle imprese e agli stessi Centri. Una misurazione indipendente degli impatti sui processi produttivi, sulle competenze interne e sulla capacità di innovare delle imprese.
Alcuni degli elementi emersi:
I 180 milioni di euro di aiuti concessi alle imprese hanno attivato progetti e servizi per 320 milioni: un effetto leva di 1,8 euro per ogni euro pubblico;
700 servizi di orientamento, formazione e innovazione erogati alle imprese, per l’84% PMI; 733 le imprese beneficiarie dei bandi per ricerca e innovazione;
000 persone formate in 1.460 percorsi, per oltre 1,1 milioni di ore-persona; 1.550 eventi gratuiti di orientamento che hanno raggiunto 40.000 imprese;
Il 93,3% delle imprese ha dichiarato che l’intervento ha fatto la differenza e una su quattro non avrebbe realizzato affatto l’iniziativa senza il Competence Center;
Il 70% delle imprese ha continuato ad alzare in autonomia il livello di maturità tecnologica raggiunto con il Centro: l’effetto è proseguito oltre il progetto;
Giudizio positivo su tutti i servizi (nessuno sotto il 4,2 su 5) e il 96,2% delle imprese potrebbe tornare a rivolgersi ai Centri nei prossimi tre anni.
È emerso inoltre un dato di sistema: a fronte di 114 milioni di euro di bandi emessi, il fabbisogno espresso dalle imprese ha superato i 211 milioni. In un’ottica futura, il vincolo non sarà quindi la domanda, ma la capacità di risposta, che dovrà mantenersi efficace.
Attraverso i Competence Center, gli incentivi del PNRR hanno riguardato primariamente le persone e la crescita di competenze, oltre alla realizzazione di progetti pilota attraverso l’impiego di tecnologie 4.0, e lo hanno fatto in relazione a tecnologie che stanno ridisegnando la manifattura: intelligenza artificiale applicata ai processi, gemelli digitali, IoT industriale e analisi dei dati di produzione, robotica collaborativa, cybersicurezza, manifattura additiva, tecnologie per la sostenibilità e l’efficienza.
Ogni Centro ha costruito un modello di trasferimento sulle singole filiere, sulle specializzazioni e sul tessuto produttivo del proprio territorio, operando però all’interno di un catalogo comune di servizi condiviso da tutta la rete. Le imprese che si sono rivolte a più di un Centro lo hanno fatto soprattutto per competenze tecnologiche specifiche ed esigenze di progetto: una conferma che gli otto Centri funzionano come una rete nazionale, non esclusivamente come presidi territoriali. In questa direzione è andata anche la firma, avvenuta nel corso dell’incontro, dell’Associazione Competence Center Italia.
Chi è intervenuto
Hanno aperto i lavori Valentino Valentini, Viceministro delle Imprese e del Made in Italy, e Marco Calabrò, Capo del Dipartimento per le politiche e per le imprese del MIMIT, seguiti da Raffaele Spallone, Dirigente della Divisione II - Politiche per la digitalizzazione delle imprese, l’innovazione e l’analisi dei settori produttivi.
I risultati della ricerca sono stati illustrati da Eleonora Di Maria, Presidente CdG SMACT Competence Center, Prof.ssa ordinaria di Economia e gestione delle imprese dell'Università di Padova e da Andrea Filippetti, Dirigente di Ricerca del CNR - Istituto sui Sistemi Territoriali e di Governo.
È seguita la voce diretta delle imprese, con Marco Nocivelli, Vicepresidente di Confindustria con delega alle Politiche Industriali e Made in Italy, Marco Grillo, Vice Direttore Generale di Ansaldo Energia, Guido Perricone Project Financing and Institutional Relations Manager Brembo, Francesco Crupi, Group General Manager di Poggipolini, e Matteo Careddu, COO e Co-Founder di Ohmspace, Cosimo Musca, Italy Public Affairs Director STMicroelectronics
Le conclusioni, dedicate alla strategia nazionale e al ruolo dei Competence Center nel trasferimento tecnologico oltre l’orizzonte del PNRR, sono state affidate a Davide Amorosi, Vice Capo di Gabinetto Vicario del MIMIT. I lavori si sono chiusi con la firma dell’Associazione Competence Center Italia e un momento di networking.
L’appuntamento è stato aperto ai giornalisti e agli operatori dell’informazione, oltre che alle imprese interessate a conoscere i servizi della rete e le opportunità ancora disponibili. È stato possibile confrontarsi direttamente con i referenti degli otto Competence Center e con le aziende che ne hanno già beneficiato.
Gli otto Competence Center: ARTES 4.0, BI-REX, CIM, Cyber 4.0, MADE4.0, MedITech, SMACT, START 4.0.
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ARTES 4.0 ai centisti di Pontedera: ricerca e imprese a pochi passi dalle vostre scuole
9 Settembre 2026
Un cento scritto sul diploma racconta molte ore di studio e apre a una domanda: quale strada percorrere dopo la maturità? A Villa Crastan, a Pontedera, la cerimonia dedicata ai ragazzi e alle ragazze delle scuole superiori di Pontedera e della Valdera che hanno superato l’esame di Stato con 100 o 100 e lode, ha affiancato al riconoscimento del risultato uno sguardo sulle opportunità offerte dal territorio.
Il giardino della storica villa ha ospitato la tradizionale premiazione dei centisti, alla presenza degli studenti, delle famiglie e dei rappresentanti dei Comuni di residenza. I premiati sono stati 66, in maggioranza ragazze, provenienti da diversi centri della Valdera. La consegna delle pergamene, celebrata da oltre vent’anni, ha riunito dirigenti scolastici, docenti, amministratori e alcune delle realtà che animano il sistema locale della ricerca e della formazione, tra cui il Centro di Competenza ARTES 4.0. Accanto ai voti e ai nomi dei premiati è emersa così una domanda: che cosa può offrire il territorio a chi, conclusa la scuola, deve scegliere dove studiare, lavorare o mettere alla prova le proprie capacità?
ARTES 4.0 e il legame con Pontedera
A portare il punto di vista di ARTES 4.0 è stata Clementina Cruceli, Coordinatrice e Vicedirettrice Esecutiva del Centro di Competenza. Il suo intervento è partito da una vicenda personale legata alla storia scientifica del territorio: gli studi in Ingegneria Biomedica a Pisa, la formazione e il lavoro alla Scuola Superiore Sant’Anna, fino all’incarico assunto in ARTES 4.0. Il percorso raccontato ai neodiplomati mostra come Pontedera possa offrire le condizioni per costruire una carriera scientifica e professionale, valorizzando competenze maturate nelle scuole, nelle università, nei laboratori e nelle imprese locali.
ARTES 4.0 è uno degli otto Centri di Competenza italiani nati, nell’ambito del Piano Industria 4.0, per accompagnare le imprese nell’adozione delle tecnologie digitali avanzate. La collocazione della sede nel territorio pontederese deriva dalla concentrazione, in uno spazio ristretto ma incredibilmente prolifico, di competenze nella robotica, nell’intelligenza artificiale, nella bioingegneria, nel design e nei processi industriali. Un patrimonio che colloca l’area tra i principali poli italiani dedicati allo sviluppo e all’applicazione delle tecnologie avanzate.
Clementina Cruceli ha descritto questo sistema attraverso il concetto di Innovation Mile: un miglio dell’innovazione nel quale convivono Il Centro di Competenza ARTES 4.0, l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, l’incubatore Pont-Tech, Piaggio, imprese tecnologiche, startup fondate da giovani imprenditori e realtà formative come l’Istituto Modartech.
La forza dell’Innovation Mile supera la vicinanza geografica. Laboratori, aziende e percorsi di formazione alimentano una circolazione di persone e conoscenze che consente a un progetto di ricerca di incontrare un’applicazione industriale, a uno studente o a una studentessa di entrare in contatto con un’impresa e a una giovane iniziativa imprenditoriale di accedere a competenze specialistiche.
Studiare l’intelligenza artificiale per guidarne l’uso
Nel dialogo con i centisti ha trovato spazio anche l’intelligenza artificiale, spesso osservata attraverso due reazioni opposte: la paura e un entusiasmo privo di riserve. Entrambi gli atteggiamenti possono lasciare in secondo piano la comprensione reale della tecnologia. Studiare l’IA, ha spiegato Clementina Cruceli, significa imparare a riconoscerne capacità, limiti e conseguenze. Alla competenza tecnica devono affiancarsi consapevolezza, senso etico e capacità di valutare gli scopi per i quali viene impiegato uno strumento tanto potente. Per i ragazzi e le ragazze che si preparano a entrare nell’università o nel mondo del lavoro, questa alfabetizzazione attraverserà quasi ogni ambito professionale, dalla medicina alla manifattura, dalla comunicazione alla progettazione.
L’invito rivolto ai premiati e alla premiate è stato quindi a proseguire la propria formazione mantenendo lo sguardo su ciò che già esiste intorno a loro. Pontedera ospita laboratori, imprese e centri nei quali la conoscenza può tradursi in tecnologie, servizi e nuovi mestieri. Il miglio evocato da Clementina Cruceli misura la breve distanza che separa le scuole da alcuni dei luoghi più avanzati della ricerca italiana e indica ai neodiplomati uno spazio vero nel quale mettere a frutto competenze, curiosità e aspirazioni.
News ed eventi
ARTES 4.0 ottiene la certificazione ISO 9001:2015
3 Settembre 2026
Il Centro di Competenza ARTES 4.0 ha ottenuto la certificazione del proprio sistema di gestione per la qualità secondo la norma ISO 9001:2015 con riferimento ai servizi ingegneristici in ambito IT e Robotica.
Rilasciata a seguito della valutazione di un organismo terzo, la certificazione attesta la conformità del sistema di gestione ai requisiti della norma internazionale. Le imprese possono utilizzare questa attestazione nella selezione e nella qualificazione di ARTES 4.0 come partner tecnologico.
Quando un’azienda affida un’attività ingegneristica, valuta le competenze tecniche e il modo in cui verrà organizzato il lavoro. Definire i requisiti del progetto, assegnare le responsabilità, verificare le attività e gestire eventuali problemi sono aspetti che incidono sulla collaborazione tra le parti. La ISO 9001:2015 stabilisce requisiti per la gestione di questi aspetti, attraverso un approccio basato sull’attenzione al cliente, sul controllo dei processi, sulla valutazione dei rischi e delle opportunità e sul miglioramento continuo.
Per ARTES 4.0, la qualità della gestione accompagna il trasferimento tecnologico: aiutare le imprese a individuare, sperimentare e adottare tecnologie coerenti con le proprie esigenze produttive. In questo lavoro, le scelte tecniche tengono conto degli obiettivi del progetto, dei vincoli operativi e delle condizioni di utilizzo delle soluzioni.
La certificazione offre alle aziende e ai loro uffici tecnici e acquisti un riferimento documentato sul sistema di gestione dei servizi ingegneristici, da affiancare alla valutazione delle competenze e dell’esperienza del Centro.
Robotica e Intelligenza Artificiale
Robots to test before you invest: ARTES 4.0 launches RoboCom, Italy’s first Center on Robot Companions
3 Luglio 2026
What if companies could test a robot before integrating it into their operations?
They could measure its performance, safety, usability and operational impact. They could determine whether a robotics or artificial intelligence solution can improve a process, automate repetitive tasks or support service delivery. They could also evaluate how a robot should be designed, in terms of form, interaction and user experience, to ensure effective integration into human and organisational environments.
These are the objectives behind the new ARTES 4.0 Center on Robot Companions (RoboCom), a facility dedicated to the experimentation, evaluation and applied design of humanoid and animaloid robots, drones, robotic interfaces and immersive systems. All technologies are physically available on-site for testing, development and validation.
Already operational and located at the ARTES 4.0 headquarters on Viale Piaggio in Pontedera, RoboCom will be officially inaugurated in autumn 2026.
With an area of approximately 520 square metres, more than 25 pieces of advanced equipment and a total investment of €1.2 million, RoboCom is the first centre of its kind in Italy and among the few in Europe entirely dedicated to the applied experimentation of companion robotics and AI-powered systems for perception, control, interaction, data analysis and decision support.
The Center is designed to help companies, public bodies and organisations move from curiosity about robotics to evidence-based decision-making. By testing robots before adoption and measuring their impact before investment, organisations can significantly reduce the technological, economic and operational risks associated with introducing new robotic solutions. RoboCom focuses on technologies that have already reached a high level of maturity and are ready to be integrated into real operational processes.
From performance testing to trustworthy adoption
Beyond technical validation, RoboCom addresses a broader challenge: ensuring the quality, reliability and responsible use of robotics and AI systems.
Each solution is assessed not only for the performance it can deliver, but also for its traceability, transparency, governance and operational controllability. The objective is to ensure that robots and intelligent systems can be introduced into real-world environments safely, responsibly and in compliance with ethical, professional and regulatory principles.
This assurance function represents one of RoboCom’s distinctive features and positions the Center as an advanced technology-transfer facility for companion robotics and artificial intelligence.
RoboCom is part of ARTES 4.0, the national Competence Center selected by the Italian Ministry of Enterprises and Made in Italy and specialised in robotics and AI. Companies therefore gain access to the expertise and research capabilities of ARTES 4.0’s nationwide ecosystem, including those of the Sant’Anna School of Advanced Studies, a founding member of the Competence Center and an international reference point in robotics, biorobotics, artificial intelligence and human-machine interaction.
In the latest edition of the ShanghaiRanking’s Global Ranking of Academic Subjects, Sant’Anna ranked seventh worldwide and second in Europe in Robotics Science & Engineering.
A complete infrastructure for real-world experimentation
RoboCom provides a technological infrastructure capable of simulating a wide range of application scenarios, including:
Humanoid robots for service and assistance tasks;
Quadruped robots for monitoring and inspection activities;
Bionic torsos for studying advanced forms of human-machine communication;
Drones and 3D acquisition systems for environmental reconstruction;
Wearable technologies, immersive headsets and teleoperation platforms;
Advanced 3D printing systems and computing infrastructure;
Dedicated environments for testing AI applications and robot-control systems.
One of RoboCom’s defining characteristics is its technological neutrality. The infrastructure is not tied to any specific manufacturer or platform, enabling comparative evaluation across different technologies, configurations and use cases.
This allows organisations to base investment decisions on objective and comparable data, selecting the solutions that best match their operational requirements.
Designing companions, not just machines
Alongside technology testing, RoboCom develops applied research and design activities focused on the concept of robotic companionship.
The Center evaluates aspects such as form, behaviour, movement, interfaces, autonomy levels, perceived safety and contextual fit. The goal is to understand not only whether a robot functions correctly, but whether it can be effectively accepted and integrated into the environments where it will operate.
Particular attention is devoted to user experience, trust, interaction quality and the robot’s ability to fit seamlessly into existing processes without introducing unnecessary complexity.
An interdisciplinary approach to robotics and AI
Companion robotics raises questions that go far beyond technology, encompassing ethics, philosophy, social acceptance, responsibility and organisational impact.
For this reason, RoboCom combines technical assessment with interdisciplinary expertise capable of evaluating the broader implications of deploying intelligent systems. Every application can be analysed in relation to the human and social contexts in which it will be introduced.
It is further enriched by the connection with the Robo-Philosophy Group at the Sant’Anna School of Advanced Studies, which recently launched the Seasonal School Robo-Philosophy: Dimensions of Co-Agency, dedicated to exploring the philosophical, political, social and ethical dimensions of collaboration between humans and robotic systems.
ARTES 4.0 approaches innovation as a process that combines scientific excellence, technological capability, regulatory awareness and social responsibility. RoboCom has therefore been created not only to verify whether a technology works, but also to determine whether it can be adopted safely, responsibly and sustainably.
A national network supporting technology transfer
RoboCom is part of a broader network of facilities that strengthens ARTES 4.0’s capacity to support companies throughout Italy.
Alongside the headquarters in Pontedera, the Center is connected to facilities in Palermo, Olbia and Jesi. It also contributes to the Joint Lab established with CIM in Turin, dedicated to robotics for manufacturing industries, while supporting additional international initiatives aimed at expanding technology-transfer services on a global scale.
Paolo Dario, Scientific Director of ARTES 4.0
«With the Center on Robot Companions - underlines Prof. Paolo Dario, Scientific Director of ARTES 4.0 - a new phase opens for technology transfer in our territory. Pontedera has always been a place where industry, research and a vision of the future meet: from its great manufacturing tradition to the birth of internationally renowned scientific expertise in robotics. This Centre gathers that legacy and projects it towards the frontier of robots entering workplaces, services and everyday life. And it has chosen to do so through an open infrastructure that allows companies to approach robotics with the support of the best research».
Antonio Frisoli, President of ARTES 4.0
“«The competitiveness of companies will increasingly depend on the ability to experiment with advanced technologies before adopting them - explains Antonio Frisoli, President of ARTES 4.0 -. One challenge for the Centre, for example, is verifying the actual ability to program the new advanced humanoid robotics platforms to carry out real tasks in industrial contexts, using the most modern Visual Action Models, which allow robots to be trained based on the presentation of examples. Precisely for this reason, the Centre has also equipped itself with a computing infrastructure that makes it possible to validate different generative AI models for robot control». With the Center on Robot Companions, ARTES 4.0 offers companies a place where they can carry out these checks before investing: «Physical AI makes this challenge even more concrete because it brings artificial intelligence inside machines capable of perceiving, moving and acting in the real world»
News ed eventi
EuAReman 2026: a Palermo il primo workshop internazionale Europa-Africa sul remanufacturing
20 Giugno 2026
Dal 7 al 9 ottobre 2026 Palermo ospiterà EuAReman 2026 – 1st International Europe-Africa Workshop on Remanufacturing, il primo workshop internazionale dedicato alla collaborazione tra Europa e Africa nel campo del remanufacturing, dell’economia circolare e della manifattura sostenibile.
L’iniziativa è promossa da CNR-ICAR, SIR – Società Italiana Remanufacturing e University of Strathclyde, con l’Università degli Studi di Palermo nel ruolo di organizzatore ospitante. Tra i partner figurano l’European Remanufacturing Council, WayPoint in qualità di Gold Sponsor, l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Palermo come Bronze Sponsor e una rete di organizzazioni europee e africane impegnate nello sviluppo di nuovi modelli industriali circolari.
Anche ARTES 4.0 partecipa ai lavori, riconoscendo nel remanufacturing uno degli ambiti nei quali sostenibilità ambientale, trasformazione industriale e tecnologie abilitanti possono produrre un impatto concreto sulla competitività delle imprese.
Una piattaforma di confronto tra ricerca e industria
EuAReman 2026 nasce per mettere in relazione ricercatrici e ricercatori, imprese, startup, innovatori, professionisti e rappresentanti delle istituzioni provenienti dai due continenti.
Il workshop affronterà il remanufacturing non soltanto come processo di recupero dei prodotti giunti alla fine del primo ciclo di utilizzo, ma come un nuovo paradigma industriale. Rigenerare un bene significa riportarlo a condizioni prestazionali definite attraverso attività di ispezione, smontaggio, recupero dei componenti, sostituzione delle parti usurate, ricostruzione, verifica e certificazione.
Si tratta di un approccio capace di prolungare la vita utile dei prodotti, ridurre il consumo di materie prime, limitare rifiuti ed emissioni e creare nuove filiere produttive e professionali.
Il programma, articolato in tre giornate, comprenderà keynote internazionali, presentazioni scientifiche e tecniche, casi industriali e tavole rotonde. I lavori si svolgeranno nelle strutture del CNR di Palermo e, durante la terza giornata, a Palazzo Chiaramonte-Steri.
La Call for Contributions
La conferenza ha aperto una Call for Contributions rivolta a università, centri di ricerca, ricercatrici, ricercatori, imprese, startup e innovatori interessati a partecipare al dibattito internazionale sul futuro del remanufacturing.
Non sono richiesti esclusivamente studi accademici già conclusi. La call intende raccogliere anche casi applicativi, sperimentazioni, tecnologie emergenti, esperienze aziendali, problemi produttivi ancora irrisolti e opportunità di ricerca o collaborazione.
I contributi selezionati potranno essere presentati durante il workshop davanti a una platea internazionale composta da rappresentanti del mondo scientifico, industriale e istituzionale europeo e africano.
Sono previste due modalità di partecipazione:
Extended abstract
Un contributo della lunghezza massima di due pagine, redatto utilizzando il template ufficiale di EuAReman 2026.
Poster
Una modalità particolarmente adatta a imprese, startup, gruppi di ricerca e innovatori che desiderano illustrare casi applicativi, prototipi, sperimentazioni, tecnologie o soluzioni in fase di sviluppo.
La nuova scadenza per l’invio degli extended abstract e dei poster è fissata a sabato 18 luglio 2026. La comunicazione degli esiti è prevista entro il 31 luglio.
I temi della call
La Call for Contributions accoglie proposte scientifiche, tecnologiche, industriali e concettuali dedicate, tra gli altri, ai seguenti temi:
design for remanufacturing;
tecnologie per il remanufacturing;
robotica e automazione;
intelligenza artificiale e dati industriali;
ispezione e controllo dei componenti;
tecnologie digitali per l’industria circolare;
tracciabilità dei prodotti;
Digital Product Passport;
certificazione dei prodotti rigenerati;
green supply chain e reverse logistics;
Life Cycle Assessment e valutazione ambientale;
recupero di materiali e componenti;
modelli di business sostenibili;
politiche industriali e standard;
trasferimento tecnologico;
formazione e capacity building;
collaborazione scientifica e industriale tra Europa e Africa.
Il ruolo delle tecnologie abilitanti
Il remanufacturing continua a occupare una quota ridotta rispetto alla produzione manifatturiera convenzionale, nonostante le sue potenzialità ambientali, economiche e industriali.
Per portare questi processi su una scala più ampia servono sistemi capaci di riconoscere lo stato di usura dei prodotti, valutarne la possibilità di recupero, automatizzare le operazioni più complesse e certificare le prestazioni ottenute.
Robotica, intelligenza artificiale, computer vision, sensoristica, automazione, gemelli digitali, tracciabilità e analisi dei dati possono rendere il remanufacturing più preciso, produttivo e replicabile. Queste tecnologie consentono di decidere quali componenti recuperare, ottimizzare le lavorazioni, ridurre l’incertezza sulla qualità del risultato e costruire processi industriali economicamente sostenibili.
La capacità di applicare queste soluzioni ai prodotti già utilizzati può modificare profondamente il loro ciclo di vita, trasformandoli da beni destinati allo smaltimento in risorse da reinserire nei processi produttivi.
Un’opportunità per imprese e startup
Per imprese, startup e partner industriali, EuAReman 2026 offre la possibilità di portare nel confronto internazionale esigenze produttive, casi reali, prototipi, tecnologie e sperimentazioni.
La partecipazione permette di entrare in contatto con ricercatori, professionisti, istituzioni e operatori attivi nella trasformazione sostenibile dell’industria, individuando competenze complementari e nuove opportunità di collaborazione, ricerca e trasferimento tecnologico.
Le aziende possono anche valutare l’adesione al programma di sponsorship, contribuendo alla costruzione di una comunità internazionale dedicata al remanufacturing e associando il proprio nome a un ambito destinato ad assumere un peso crescente nelle strategie industriali.
Sono previsti tre livelli di sponsorizzazione:
Bronze Sponsor: contributo compreso tra 500 e 1.000 euro;
Silver Sponsor: contributo compreso tra 1.000 e 5.000 euro;
Gold Sponsor: contributo superiore a 5.000 euro.
L’invito al network ARTES 4.0
ARTES 4.0 invita soci, partner, imprese, startup, università, centri di ricerca e gruppi di innovazione del proprio network a consultare la call, valutare la presentazione di un contributo e diffondere l’opportunità all’interno delle rispettive organizzazioni.
EuAReman 2026 può diventare uno spazio concreto nel quale condividere conoscenze, far emergere problemi industriali ancora aperti e costruire nuove collaborazioni tra Europa e Africa intorno a remanufacturing, economia circolare, manifattura sostenibile e tecnologie abilitanti.
Scadenza per extended abstract e poster: 18 luglio 2026
Date del workshop: 7–9 ottobre 2026
Luogo: Palermo
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