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News ed Eventi
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Formazione finanziata per PMI del Sud con il Bando Sviluppo Competenze 2026
9 Aprile 2026
C’è un’opportunità per le PMI del Mezzogiorno che vogliono investire nella crescita delle competenze interne e accompagnare in modo strutturato i processi di innovazione. La misura “Sviluppo competenze specialistiche delle PMI”, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy nell’ambito del Programma Nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027”. sostiene percorsi formativi rivolti al personale dipendente delle imprese localizzate in Sicilia, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sardegna, con l’obiettivo di rafforzare le capacità organizzative, tecnologiche e professionali necessarie per affrontare la transizione digitale, tecnologica e verde.
L’iniziativa riguarda percorsi formativi compresi tra 10.000 e 60.000 euro, mentre le domande possono essere presentate dal 21 aprile 2026 al 23 giugno 2026 attraverso la procedura informatica di Invitalia. La misura prevede un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, nei limiti del regime de minimis con la possibilità di valorizzare, nei limiti previsti dalla misura, i costi interni del personale come quota di cofinanziamento della parte restante.
La misura si rivolge a micro, piccole e medie imprese iscritte e attive nel Registro delle imprese, con almeno un bilancio approvato e depositato oppure, nel caso di imprese individuali e società di persone, almeno una dichiarazione dei redditi presentata. Le iniziative devono essere realizzate in una o più unità locali situate nelle regioni ammesse.
Il ruolo del Centro di Competenza ARTES 4.0
In questo ambito il Centro di Competenza ARTES 4.0 si propone come partner operativo per affiancare imprese, distretti, consorzi e reti nell’individuazione dei fabbisogni formativi e nella costruzione di percorsi coerenti con gli obiettivi della misura ovvero di una proposta formativa ben calibrata sul contesto produttivo. I percorsi possono essere costruiti attorno a esigenze molto diverse, ma con un comune denominatore: il rafforzamento delle competenze nelle aree chiave dell’innovazione, come intelligenza artificiale, tecnologie digitali, automazione e robotica, cybersecurity, da declinare poi in funzione dei diversi settori applicativi e delle necessità delle organizzazioni coinvolte.
Proprio per questo ARTES 4.0 ha scelto di presidiare in modo particolare alcuni comparti nei quali il tema delle competenze è oggi un fattore centrale per la competitività: il manifatturiero, l’agricolo, il mondo delle RSA, il sistema moda-tessile-arredamento, l’automotive e il turistico. In ciascuno di questi ambiti, l’intervento formativo può assumere una configurazione diversa: aggiornamento delle competenze tecniche e organizzative, introduzione di strumenti digitali, miglioramento dell’efficienza operativa, rafforzamento della sostenibilità, risposta a nuovi bisogni di mercato o di servizio.
Il supporto di ARTES 4.0 si articola in un percorso in 3 step. La prima fase è quella di ascolto e raccolta dei fabbisogni, utile a leggere il contesto aziendale, gli obiettivi di sviluppo e le competenze da rafforzare. Segue poi la progettazione, nella quale le necessità emerse vengono tradotte in un progetto formativo coerente con la misura con la definizione di struttura, contenuti, articolazione didattica, metodologie e profili dei docenti. L’ultima fase consiste nella costruzione del percorso completo, personalizzato e allineato ai requisiti previsti per mettere l’impresa nelle condizioni di sostenere una proposta realmente utile alla propria crescita organizzativa e tecnologica. T
Per approfondire tutti i dettagli e richiedere un appuntamento online con ARTES 4.0, è possibile consultare la pagina dedicata e compilare il form.
News ed eventi
Identità, sostenibilità e competitività delle imprese Quality Made | Evento finale del progetto QM EXPORT
13 Febbraio 2026
È andato in scena il 12 febbraio 2026 a Palazzo Pancaldi l’evento finale del progetto QM EXPORT “L’identità delle imprese Quality Made come valore sui mercati europei e internazionali”, iniziativa dedicata al rafforzamento della competitività delle micro, piccole e medie imprese della Blue e Green Economy attraverso la valorizzazione del marchio Quality Made e il posizionamento su scenari transfrontalieri.
L’incontro ha registrato la partecipazione di circa settanta persone, tra imprese beneficiarie, partner di progetto, rappresentanti istituzionali, stakeholder e una delegazione della 3ª classe dell’indirizzo tecnico-turistico dell’ISIS Marco Polo di Cecina.
Nel corso della mattinata sono stati presentati obiettivi, azioni e risultati del progetto, ed è stato evidenziato il ruolo di QM EXPORT nel supportare le imprese locali lungo un percorso di crescita fondato su identità, innovazione, sostenibilità e apertura ai mercati internazionali.
Un confronto tra imprese, partner e istituzioni
Gli interventi dei partner e delle imprese aderenti all'evento finale hanno messo in luce come il progetto QM Export, finanziato dal Programma IT-FR Marittimo 2021 – 2027, azione 1, ha permesso di:
rafforzare la riconoscibilità del marchio Quality Made;
migliorare il posizionamento delle aziende su mercati esteri;
sviluppare nuove relazioni commerciali e partnership;
accrescere la consapevolezza del valore strategico della sostenibilità come leva competitiva.
Le testimonianze hanno restituito un quadro degli impatti generati, mostrando come QM EXPORT abbia agito sui piani organizzativo, strategico e culturale per accompagnare le imprese verso un approccio più strutturato alla commercializzazione internazionale.
Il progetto QM EXPORT: obiettivi, destinatari e struttura
QM EXPORT è un progetto coordinato da Coop Itinera che iha lo scopo di favorire la crescita sostenibile e la competitività delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) operanti nell’ambito dell’Economia del Benessere e nelle filiere green e blu. Di 35 imprese selezionate tramite bando:
15 risultano già certificate con il marchio Quality Made, in larga parte micro-imprese;
20 sono nuove realtà che verranno accompagnate nel percorso di certificazione nel corso del progetto.
Il progetto promuove una collaborazione strutturata tra imprese appartenenti a tre ambiti:
aziende agricole con attività di agriturismo e ristorazione;
aziende agroalimentari legate alle produzioni tipiche del turismo costiero;
aziende di produzione di beni artigianali e artistici.
A queste si affianca il coinvolgimento di imprese di grandi dimensioni che non usufruiscono direttamente dei servizi di progetto ma possono attivare collaborazioni industriali e commerciali con le imprese beneficiarie, contribuendo alla creazione di filiere più solide e competitive.
Il progetto prevede inoltre il coinvolgimento di dieci stakeholder, con funzioni sia istituzionali sia commerciali, interessati al marchio Quality Made, alle imprese aderenti e ai loro prodotti.
In parallelo QM EXPORT intercetta e coinvolge consumatori responsabili, sensibili ai temi della sostenibilità e dell’identità territoriale, interessati all’acquisto di servizi e prodotti che incorporano valori ambientali, sociali e culturali.
Il contributo di ARTES 4.0
In qualità di partner, ARTES 4.0 contribuisce al progetto mettendo a disposizione competenze, strumenti e visione strategica maturate nel supporto all’innovazione delle imprese.
Il Centro di Competenza opera per favorire l’integrazione tra sostenibilità, digitalizzazione e modelli di business evoluti, elementi sempre più centrali anche nei percorsi di internazionalizzazione delle MPMI.
La partecipazione a QM EXPORT si inserisce pienamente nella missione di ARTES 4.0 di accompagnare le imprese nei processi di trasformazione tecnologica e organizzativa, rafforzando al tempo stesso la competitività dei territori.
Robotica e Intelligenza Artificiale
ARTOUR: servizi tecnologici per l’innovazione delle imprese del turismo e della cultura
3 Febbraio 2026
È stato pubblicato l’Avviso di manifestazione di interesse per l’accesso ai servizi tecnologici del progetto ARTOUR - Artificial Intelligence and Robotics for Tourism, finanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo.
ARTOUR nasce per rafforzare la competitività delle micro, piccole e medie imprese attive nella filiera del turismo e dei servizi culturali nei territori di Liguria, Sardegna, Toscana (Massa-Carrara, Lucca, Pisa, Livorno, Grosseto), Corsica e Provence-Alpes-Côte d’Azur. Le accompagna in un percorso strutturato di adozione delle tecnologie abilitanti, in particolare intelligenza artificiale e robotica.
Il progetto mette a disposizione delle imprese servizi tecnologici gratuiti, pensati per avviare o consolidare processi di innovazione in modo guidato. Le categorie di servizio sono state definite sulla base di un'analisi approfondita dei fabbisogni reali delle filiere coinvolte e progettate per rispondere a livelli differenti di maturità digitale,.
Un elemento dell’iniziativa è l’assenza di qualsiasi obbligo di rendicontazione dei costi da parte delle imprese beneficiarie. L’accesso ai servizi ARTOUR consente di entrare in contatto con competenze altamente specialistiche, infrastrutture tecnologiche avanzate e un ecosistema transfrontaliero dell’innovazione per favorire occasioni di networking, contaminazione e sviluppo di collaborazioni future. I percorsi attivati sono una base per successive progettualità, tra cui Open Call e iniziative di ricerca e innovazione a livello nazionale ed europeo.
I servizi disponibili con il progetto ARTOUR
Le imprese possono richiedere l’attivazione delle seguenti categorie di servizio, dettagliate all’interno del catalogo ufficiale del progetto: assessment e orientamento tecnologico; elaborazione di studi di fattibilità; formazione sull’utilizzo delle tecnologie; realizzazione di proof of concept; valutazione di conformità Cyber & AI per soluzioni digitali; attività di Test Before Invest basate su tecnologie di laser scanning per la digitalizzazione di ambienti.
Possono candidarsi startup e mPMI che abbiano sede legale o unità locale all’interno dell’area di cooperazione del Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2021-2027 - Liguria, Sardegna, le province costiere della Toscana (Massa-Carrara, Lucca, Pisa, Livorno, Grosseto), Corsica, i dipartimenti francesi delle Alpi-Marittime e del Var - e che operino prevalentemente nei settori del turismo e della cultura, secondo quanto indicato nell’Avviso.
La manifestazione di interesse può essere presentata entro il 31 gennaio 2027 tramite il typeform dedicato. Ogni impresa può presentare una sola candidatura, con la possibilità di attivare più categorie di servizio nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa sugli aiuti di Stato.
Il progetto ARTOUR
ARTOUR è finanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo ed è sviluppato da un partenariato transfrontaliero che riunisce ecosistemi dell’innovazione, centri di trasferimento tecnologico e attori istituzionali. Il progetto vede coinvolti l’ecosistema dell’innovazione RAISE, il Centro di Competenza START 4.0, il Centro di Competenza ARTES 4.0, Next Generation Sardinia, la Camera di Commercio e dell’Industria Nice-Côte d’Azur e la Cooperativa Petra Patrimonia Corsica.
La collaborazione tra questi attori consente di costruire una rete a supporto della trasformazione digitale di settori chiave come turismo e cultura, promuovendo l’innovazione dei modelli organizzativi, dei prodotti e dei servizi. Un percorso che integra intelligenza artificiale, robotica, 5G e strumenti avanzati di open innovation.
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Robotica e Intelligenza Artificiale
Dal libro all’ologramma: nasce la Biblioteca Diffusa di Cascina
26 Gennaio 2026
La Biblioteca comunale di Cascina compie un salto tecnologico e diventa un ecosistema culturale digitale. La Biblioteca Diffusa di Cascina è una piattaforma digitale progettata per connettere cittadini, associazioni e territorio attraverso contenuti multimediali, archivi digitali e tecnologie immersive, senza rinunciare alla centralità della Biblioteca come luogo di incontro, studio e partecipazione. Il progetto è stato sviluppato dal Centro di Competenza ARTES 4.0 che ha incaricato il Socio Alkedo Produzioni per il Comune di Cascina nell’ambito del Progetto ARCA, con il contributo del Consiglio Regionale della Toscana. ARTES 4.0 ha coinvolto Alkedo Produzioni per l’impostazione tecnologica e metodologica nella valorizzazione culturale di competenze avanzate in digitalizzazione, intelligenza artificiale, realtà mista e architetture digitali partecipative.
La Biblioteca Diffusa si configura come un hub digitale aperto, accessibile online, che rende fruibili libri di storia locale, fotografie d’archivio, video, estratti audio e interviste originali. I contenuti raccolti sono interconnessi in una narrazione transmediale che restituisce la complessità storica, sociale e culturale di Cascina e delle sue frazioni. Il patrimonio delle associazioni del territorio, custodito in archivi privati o poco accessibili, viene così trasformato in conoscenza condivisa, strutturata e interrogabile.
Dal punto di vista tecnologico, il progetto supera il concetto tradizionale di sito web informativo. Ispirandosi ai modelli più avanzati di ecosistemi culturali digitali, la Biblioteca Diffusa integra contenuti editoriali, media audiovisivi, testimonianze orali e strumenti interattivi. L’obiettivo è portare la Biblioteca fuori dai suoi spazi e invitare i cittadini a tornarvi, per consultare i volumi cartacei, partecipare a incontri e vivere la dimensione comunitaria della cultura. Accanto alla piattaforma digitale il progetto prevede esperienze immersive basate sulla realtà mista. All’interno della Biblioteca è possibile incontrare figure simboliche della storia e della cultura italiana - come Michelangelo Buonarroti, il Granduca Leopoldo di Toscana e Giacomo Puccini - sotto forma di digital human. I personaggi, realizzati da Alkedo Produzioni attraverso sistemi di AI, appaiono in ologramma inquadrando QR code con il proprio smartphone. La visita si trasforma così in un’esperienza narrativa aumentata.
I contenuti multimediali presenti sulla piattaforma sono il risultato di un lavoro di co-creazione con le associazioni del territorio, che hanno messo a disposizione archivi, materiali e testimonianze. La Biblioteca Diffusa di Cascina è accessibile all’indirizzo www.bibliotecadiffusacascina.it
News ed eventi
Oltre la nostalgia: il libro come sistema industriale tra innovazione, tutela e algoritmi
18 Dicembre 2025
La franchezza del confronto ha fatto la differenza: Ministeri, editori, università, imprese tech, startup, esperti di diritto d’autore, biblioteche e librerie si sono seduti allo stesso tavolo per guardare il libro per ciò che è diventato oggi. Non più soltanto un oggetto culturale, ma una filiera complessa, attraversata da tecnologie, diritti, algoritmi, log e da un profondo ripensamento delle modalità di produzione e perfino di lettura. Un esercizio di interpretazione del presente che ha scelto di mettere da parte nostalgia e semplificazioni per discutere senza filtri degli strumenti dell’innovazione nell’era della AI generativa.
All’evento “La Filiera Italiana del Libro: tutela, innovazione e mercati globali” organizzato dalla Casa del Made in Italy di Firenze e dal Centro di Competenza ARTES 4.0, con il patrocinio della Regione Toscana, l’apertura istituzionale ha dato subito la misura del perimetro: Carmela Smargiassi (MIMIT – Casa del Made in Italy di Firenze) ha incorniciato il ruolo del presidio territoriale come punto di contatto tra politiche industriali e filiere reali; Mario Del Secco (Unioncamere Toscana) ha dato una lettura di sistema tra competitività, professionalità e nuove skill; Marco Zuffanelli (Manageritalia Toscana) ha valorizzato il ruolo dei manager come abilitatori di sviluppo e competitività; Francesca Tonini (Direttrice Esecutiva ARTES 4.0) ha posizionato il contributo del Competence Center sul terreno più concreto: portare metodi, tecnologie e trasferimento dentro le filiere, compresa quella del libro.
Il libro come pilastro del Made in Italy culturale ed economico
Moderatore: Simone Innocenti (Corriere della Sera)
Oltre a essere un bene culturale, il libro è un prodotto industriale con impatti su occupazione, reputazione-paese e capacità di esportazione. Stefano Passigli (Passigli Editori) ha dato profondità storica e imprenditoriale al tema della continuità editoriale che oggi significa saper attraversare canali e linguaggi nuovi senza perdere qualità.
La traiettoria tecnologica è entrata nell’intervento di Vincenzo Vespri (Università di Firenze) che ha agganciato il concetto di filiera a quello di tracciabilità perché nel digitale ciò che non si traccia non si governa. Vespri ha descritto la blockchain come infrastruttura utile quando servono tre proprietà: immutabilità, trasparenza verificabile e decentralizzazione. Applicata all’editoria questa architettura può sostenere più tasselli: la certificazione dell’esistenza di un’opera (registrando hash e metadati), il watermarking tracciabile che riduce l’anonimato della copia pirata, la gestione di licenze tramite smart contract e la tokenizzazione come identificatore inalterabile dell’opera e delle sue versioni.
A chiudere il panel due sguardi di filiera. Mario Papalini (C&P Adver Effigi) ha ricordato che la trasformazione digitale cambia materiali, tempi, processi e margini e di conseguenza va progettata come si progetta un impianto produttivo. Francesca Albano (Confcommercio, Associazione Librai Italiani) ha riportato l’attenzione sul punto vendita come luogo dove l’innovazione è utile se serve a far circolare libri, persone e comunità.
Tutela del diritto d’autore e contrasto alla pirateria digitale
Moderatrice: Alessandra Signorini (Eprcomunicazione)
Qui la parola chiave è stata governance perché nell’era dell’AI generativa il diritto d’autore è un requisito di funzionamento del mercato. L’intervento di Claudia Del Re (studio legale Del Re) ha impostato una cornice utile anche ai non addetti ai lavori: il diritto d’autore protegge l’espressione dell’opera, non l’idea. Richiede originalità e un apporto creativo riconducibile a un autore e la questione dell’AI nasce proprio qui, nel punto in cui la catena creativa si frammenta tra dataset, modello, prompt, selezione e rifinitura umana. Del Re ha attraversato casi e differenze internazionali ed evidenziato come il livello di coinvolgimento umano sia la variabile decisiva quando si discute di titolarità e tutela.
Nel passaggio più tecnico, Del Re ha richiamato il contesto regolatorio europeo con riferimento all’AI Act (entrato nella fase applicativa il primo agosto 2024) e alla direzione di marcia che impone ai fornitori di modelli obblighi di trasparenza, attenzione ai contenuti protetti e gestione del rischio. Il messaggio è stato scomodo. Chi opera nella filiera editoriale deve prepararsi a processi più tracciabili perché la tutela si difende in tribunale ma si costruisce prima con regole, log, informative, policy e contratti.
A dare concretezza istituzionale sono intervenuti Giacomo Vigna (MIMIT – DGIND, Divisione XIII Industrie Culturali e Creative) ed Enrico Fantini (Conflavoro PMI Firenze) con il collegamento del contrasto alla pirateria al tema della sostenibilità economica della produzione culturale, soprattutto quando le PMI subiscono una concorrenza ombra fatta di copie e canali informali.
Sul versante dell’accesso, Marco Biffi (Università di Firenze - Accademia della Crusca) ha portato l’esperienza della biblioteca come infrastruttura di conoscenza, discutendo le politiche di libero accesso in rete e l’equilibrio delicato tra apertura, conservazione e rispetto dei diritti.
Fernanda Faini (Università Telematica Pegaso) ha messo a fuoco il triangolo che oggi decide quasi tutto: essere umano, AI e diritto d’autore. La creatività generativa, se non governata, non democratizza la produzione: sposta valore e potere contrattuale verso pochi nodi tecnologici, lasciando la filiera culturale senza strumenti.
Innovazione e digitalizzazione della filiera editoriale
Moderatore: Roberto Lenzi (Il Sole 24 Ore)
Qui si è capito perché l’evento parlava di filiera: non c’è un’unica tecnologia salvifica, c’è un insieme di componenti che, integrate, cambiano produzione, distribuzione, marketing e formati.
Simone Sassoli (Plottybot) ha presentato PlottyBot come piattaforma che copre un processo completo dove l’AI supporta elaborazione dati, scrittura, creazione immagini e rilettura, senza vendere l’illusione dell’automazione totale. Il suo punto, volutamente pragmatico, è stato Human First: la tecnologia accelera, organizza e propone, ma l’essenza resta umana perché idea, intenzione, tono e responsabilità non sono delegabili. In mezzo ha insistito su due aspetti che nel settore fanno la differenza: personalizzazione e controllo antiplagio integrato, cioè strumenti che non servono a scrivere di più, ma a scrivere meglio e in modo verificabile.
Sergio Piane (Alkedo Produzioni) ha portato la sala sul terreno dell’ipermedialità: “dalla pagina alla realtà aumentata” non è un vezzo, è un modo di ripensare l’esperienza del testo come sistema narrativo transmediale. Nella sua lettura, “aumentare” il libro significa integrare media, luoghi e persone, trasformando la carta in un punto di accesso a livelli ulteriori tramite realtà aumentata, innesti visivi e connessioni. Qui la tecnologia diventa un ponte tra fisico e digitale che può aprire strade interessanti soprattutto per didattica, turismo culturale e format ibridi.
Il blocco più industriale è arrivato con Alessandro Garnero (Tecniche Nuove), insieme a Samuele Marazzita (MazzMedia) e Placido Losacco (Living Media), con un titolo che suonava come una dichiarazione di fabbrica: Content is the new steel. Nel B2B non basta più pubblicare, bisogna costruire una piattaforma di comunicazione guidata da dati, capace di unire rivista, web, newsletter, social, eventi, video e podcast in un unico disegno misurabile. Garnero ha insistito sulla necessità di distinguere mito e realtà quando si parla di AI: l’intelligenza artificiale è già utile nel supporto editoriale e nella produttività, ma funziona solo se alimentata da dataset, processi e obiettivi e se integrata con CRM, marketing e vendite.
A completare il panel, Fabrizio Giacomelli (Mediavoice) ha mostrato un caso d’uso specifico e per questo illuminante: l’AI applicata all’enigmistica. È un esempio che ha un valore simbolico: anche i contenuti che sembrano “artigianato puro” possono essere potenziati da modelli generativi e strumenti di analisi, purché si definiscano bene vincoli, qualità attesa e controllo umano.
Librerie, biblioteche e accesso democratico alla lettura
Moderatore: Simone Innocenti (Corriere della Sera)
Se il libro è filiera, allora l’accesso è un’infrastruttura, e le infrastrutture determinano chi partecipa e chi resta fuori. Bice Del Giudice (Comune di Cascina, Assessora a cultura e commercio) ha legato lettura e territorio e ricordato il progetto di digitalizzazione del patrimonio bibliotecario con il supporto tecnico di Alkedo Produzioni e la regia di ARTES 4.0
Sul fronte scuola, Lucia Bacci (Licei “Giovanni da San Giovanni” Valdarno) ha rimarcato il tema delle competenze: non basta leggere, serve saper interpretare piattaforme, fonti e dinamiche digitali che influenzano la circolazione dei contenuti. Qui l’intervento di Roberta Capitini (Liceo Statale “Antonio Rosmini” di Grosseto) ha proposto un caso concreto: il Liceo del Made in Italy come percorso che unisce cultura e innovazione con laboratori umanistici ed economico-giuridici, attività progettuali e un ponte strutturato tra scuola e lavoro. Capitini ha raccontato un ecosistema territoriale fatto di reti e attori locali e mostrato come la formazione possa diventare la prima tecnologia di inclusione.
Premi letterari e territori: eccellenze italiane che promuovono la lettura
Moderatore: Simone Innocenti (Corriere della Sera)
Il panel finale ha chiuso il cerchio tornando al mercato senza perdere la cultura: i premi letterari sono stati letti come dispositivi di visibilità, come leve di reputazione e come strumenti di marketing culturale capaci di generare attrattività, anche turistica.
Paolo Iacuzzi (Premio Letterario Internazionale Ceppo) ha descritto il premio come macchina narrativa che fa emergere autori e temi, e che costruisce comunità nel tempo. Ignazio Landi (Premio Bancarella - Fondazione Città del Libro) ha portato l’esperienza di un riconoscimento che vive in simbiosi con librai e territorio. Natalia Cangi (Premio Pieve Saverio Tutino – Fondazione Archivio Diaristico Nazionale) ha spostato l’attenzione sulla memoria e sugli archivi come forma di patrimonio vivente ovvero contenuti che diventano identità collettiva. Gabriele Ametrano (Premio La Città dei Lettori) ha infine insistito sulla capacità dei premi di fare da acceleratori di incontro tra autori, editori e pubblico e quindi di generare attenzione in un ecosistema saturo di stimoli.
News ed eventi
Blue Innovation MED a Palermo: il Mediterraneo diventa un laboratorio di tecnologie avanzate per il mare
15 Dicembre 2025
La luce che filtrava dalle grandi capriate lignee di Palazzo Steri ha accompagnato l’ingresso dei partecipanti nella Sala che per secoli ha ospitato potere, sapere e decisioni. Oggi quello stesso spazio, cuore del Rettorato dell’Università degli Studi di Palermo, è diventato il punto di partenza di un racconto di mare e tecnologie. Qui ha infatti preso forma la primissima edizione di Blue Innovation MED – Tecnologie per il Mediterraneo, un evento che ha scelto un luogo e una città carichi di storia per parlare di innovazione, sostenibilità e sviluppo economico.
Promosso dal Centro di Competenza ARTES 4.0 e prodotto da Fidelio Cultura Integrata con il patrocinio del Comune di Palermo, Blue Innovation MED ha debuttato come una piattaforma di dialogo con la città di Palermo punto di osservazione da cui ripensare il rapporto tra tecnologia e mare, tra ricerca scientifica e industria, tra tutela ambientale e crescita.
Nel racconto dei relatori che hanno riempito di contenuti i 3 panel di confronto - La Rete ARTES 4.0 per il Mediterraneo, Tecnologie per il Mediterraneo e Mare, Sostenibilità, Benessere - il Mediterraneo è diventato così un laboratorio di sperimentazione tecnologica che propone soluzioni avanzate e visioni sistemiche nei contesti della blue economy, dell’innovazione agevolata e della protezione degli ecosistemi. Qui ricercatori e ricercatrici, imprese, decisori pubblici e stakeholder si sono incontrati per condividere dati, esperienze, tecnologie intelligenti già in grado di migliorare la gestione delle risorse marine, sistemi di monitoraggio avanzato, di modelli digitali per prevenire il degrado ambientale e rendere più efficienti le attività produttive legate al mare.
In questo percorso si inserisce il ruolo di ARTES 4.0, Centro di Competenza ad Alta Specializzazione finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che porta a Palermo una rete estesa di partner attivi nei campi della robotica avanzata, della digitalizzazione industriale, della sensoristica e dell’automazione.
Come spiegato dal Prof. Paolo Dario, Direttore Scientifico di ARTES 4.0 e Professore Emerito della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, «abbiamo creduto nella Sicilia fin dall'avvio delle attività del nostro Centro di Competenza perché ne abbiamo riconosciuto da subito il potenziale. La nostra volontà è costruire collaborazioni strutturate e durature con il tessuto imprenditoriale locale, con le università, con gli enti pubblici e con tutti quei soggetti che vogliono investire nel finanziamento dell’innovazione. Il nostro ruolo è promuovere e accompagnare processi di innovazione ad alto valore aggiunto poiché innovare significa anche generare lavoro qualificato, offrire prospettive ai giovani e contrastare una fuga di competenze che impoverisce il territorio. La Sicilia produce talenti straordinari, un capitale umano di altissimo livello: la vera sfida oggi è creare le condizioni affinché questi talenti possano restare, crescere e costruire il proprio futuro qui per contribuire allo sviluppo economico e sociale dell'Isola».
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